Giust.it

Articoli e note
n. 6-2003.

Il tormento senza fine dell'editoria in Italia

 

E' ancora forte per tutti l'eco delle vicende editoriali che hanno di recente colpito il Corriere della Sera, con tanto di cambio di direttore e di linea editoriale.

In effetti, in questo particolare momento storico, non c'è impresa editoriale e, soprattutto, prodotto editoriale che non subisca gli influssi di un mercato improprio, nel quale non necessariamente le logiche imprenditoriali guidano le attività.

Pare oggettivamente curioso che qualcosa di simile coinvolga anche l'editoria giuridica. Non solo perché si tratta di un settore in qualche modo "di nicchia", comunque non aperto alle grandi masse di lettori, anche se caratterizzato da un più che dignitoso volume d'affari e di produzione, oltre che da opere spesso di notevole pregio (con le eccezioni indicate dal Cons. Spagnoletti nel suo interessante editoriale).

Ma anche e soprattutto perché ci si potrebbe aspettare che l'editoria "giuridica" in quanto tale sia anche asettica, corretta, guidata in modo illuminato da editori ai quali sia chiaro il proprio compito: l'approfondimento scientifico di una materia, il diritto, che in questi anni vive di un'evoluzione talmente ampia e complessa, che l'approfondimento non è più soltanto attività di tecnici e docenti universitari, ma patrimonio indispensabile anche degli operatori che solo con riviste come Giust.it possono trovare riscontro e conforto nella loro azione quotidiana nei ristrettissimi tempi di apprendimento ed adattamento alle nuove norme che l'inseguirsi delle leggi impone.

Ciò che stupisce è che il protagonista della vicenda di ordinaria destrutturazione dell'informazione sia un soggetto pubblico, per quanto trasformato in società per azioni. Il Poligrafico dello Stato è rimane un baluardo dell'editoria giuridica pubblica, cioè di tutti. Ha per anni svolto un ruolo prezioso. Ha per anni accresciuto tale ruolo, sapendo gestire il valore aggiunto che Giust.it ha saputo dare al suo programma editoriale.

La responsabilità di simile ruolo dovrebbe indurre l'editore ad agire per fare evolvere e crescere un prodotto che gli fa da traino e che gli assicura visibilità e successo editoriale. Rimane sospesa nel vuoto la domanda sul perché così importante ed istituzionale editore segua l'esempio non virtuoso del "vento editoriale nazionale" e non si dedichi a dare ai fruitori dei suoi prodotti risposte, come la garanzia della continuità delle pubblicazione di una rivista di successo.

Un editore attento alle risposte del mercato sa che un prodotto editoriale non è solo suo. E' anche dei lettori, degli abbonati, di coloro che utilizzano a vario titolo il prodotto. Ma soprattutto di coloro che nel prodotto vedono uno strumento di aggiornamento professionale e di lavoro.

Giust.it è universalmente vista così. Giust.it, dunque, dovrebbe essere, deve essere considerata un prodotto editoriale da preservare, da curare e migliorare.

Ma un simile prodotto, oltre ad essere dei lettori, è anche del direttore. L'editoria conosce altri esempi di connessione stretta tra prodotto e direttore. Subito il pensiero va al Giornale "di Montanelli". Ma c'è stato anche una Repubblica "di Scalfari", un Mondo "di Panunzio".

Ecco, Giust.it è "di Virga". Giust.it senza Giovanni Virga, che l'ha inventata, fondata, lanciata, rafforzata con il supporto del Poligrafico, non sarebbe la stessa cosa. Sarebbe una cosa "altra", una rivista priva di alcune caratteristiche che tutti conoscono, ma che forse è il caso di ricordare.

Una rivista innovativa. Non solo per le qualità del prodotto, ma anche per i contenuti. Giust.it porta alla conoscenza di tutti in tempi velocissimi una messe di pronunce giurisprudenziali enorme, di grande qualità soprattutto perché non segue, ma accompagna l'evoluzione giurisprudenziale. Giust.it è stata capace di far vedere giorno per giorno il mutare degli orientamenti giurisdizionali, così da rendere il diritto vivente cronaca di ogni giorno. E' la prima volta in assoluto che una rivista giuridica si è mostrata capace di governare l'attualità.

Non solo. Giust.it ha dato spazio a tutti gli orientamenti, giurisprudenziali e dottrinali. Con una vastità di orizzonti propria della lungimiranza e capacità professionale del suo direttore, che anche qui ha innovato, ponendosi in una posizione di rottura degli schemi di un mondo editoriale spesso eccessivamente attento ad equilibri e paludature che non sono certo utili agli operatori concreti, coloro che hanno decretato il vero successo di Giust.it.

Siamo in attesa di leggere presto l'editoriale che annunci il superamento di una fase, forse inaccettabilmente lunga, particolare, nella quale il vento dell'editoria ha spirato troppo forte anche su una rivista che doveva rimanere al riparo da simili pulsioni.

La rivista "di Virga" ha le carte in regola per continuare ad essere quello che è e per crescere ancora.

Luigi Oliveri

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