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COMUNICATO DEL DIRETTORE
DELLA RIVISTA
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Le mani su Giust.it
Nel pomeriggio del 5 agosto 2003, il Poligrafico s.p.a. ha inserito unilateralmente e senza alcun consenso, nella prima pagina della rivista Giust.it, un riquadro molto grande, campito in giallo ed arancione, sovrastato dalla seguente dicitura: "A cura del Direttore responsabile"; entro questo riquadro sono stati inseriti, in ordine sparso, dei documenti che non sono mai stati preventivamente sottoposti al Prof. Virga, al quale per contratto compete in via esclusiva la direzione scientifica della rivista, che è stata da lui fondata oltre 6 anni e mezzo addietro e che ha portato avanti in tutti questi anni con non pochi sacrifici; sacrifici dai quali, non è inutile ricordarlo (dato che il Poligrafico s.p.a., nel suo comunicato del 2 luglio, li ignora), l'IPZS, nei tre anni in cui ha assunto le vesti di editore della rivista, ha tratto rilevanti benefici, sia in termini economici che di immagine, acquisendo diverse migliaia di abbonamenti.
L’illegittimo comportamento del Poligrafico s.p.a., che ha unilateralmente autorizzato e consentito l'immissione indiscriminata e diretta nella rivista di documenti da parte di soggetti che non sono a tale titolo qualificati, non solo viola palesemente il contratto stipulato dal prof. Virga con l’IPZS, in base al quale quest'ultimo ente pubblico aveva acquisito la comproprietà del 50% del dominio e della rivista, ma soprattutto compromette la qualità che aveva sempre caratterizzato la presente rivista e che, a questo punto, purtroppo, non può più essere garantita agli abbonati.
Tale comportamento - attuato in modo del tutto arbitrario e ingiustificato in pieno agosto, quando tutte le riviste sospendono le pubblicazioni (v. ad es. Diritto e Giustizia edita dalla Giuffrè, che, come risulta da apposito comunicato, ha sospeso il 2 agosto scorso le pubblicazioni fino ai primi di settembre), nell'evidente tentativo di mettere tutti di fronte al fatto compiuto - cagiona un grave vulnus all'immagine della rivista e del suo direttore, compromette il regolare andamento delle pubblicazioni che era stato responsabilmente assicurato tra non poche difficoltà e timori (atteso che il Poligrafico s.p.a. si è rifiutato di dare, dopo il suo comunicato, alcuna garanzia circa il futuro utilizzo dei dati contenuti nella rivista dopo la fine del rapporto e molti tradizionali e prestigiosi collaboratori della rivista non se la sono sentita di continuare a pubblicare nella rivista i loro contributi in queste condizioni) e rende ormai impraticabile qualsiasi accordo tra i due comproprietari della rivista.
La presente rivista, pertanto - contrariamente a quanto lasciano intendere il Poligrafico s.p.a. nel già citato comunicato, nonché i moduli di abbonamento tuttora presenti nel sito (che promettono un'attività annuale di aggiornamento che non è possibile assicurare) - a causa dell'arbitrario comportamento di quest'ultima società, è destinata purtroppo a cessare le sue pubblicazioni, non assicurando più quello standard qualitativo che ne aveva decretato il successo.
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ADDENDA
Dopo la pubblicazione del presente comunicato, il Poligrafico s.p.a ha inserito un suo comunicato di risposta che sembra una memoria da produrre in giudizio e che purtroppo conferma il suo piano di unilaterale acquisizione di quanto contenuto nella presente rivista e di suo indebito sfruttamento futuro.
Pur rendendoci conto che Internet non è la sede appropriata per discutere una causa, come sembra invece voler fare il Poligrafico col suo comunicato, tuttavia qualche precisazione va fatta, anche per far comprendere meglio ai lettori i termini della questione.
Innanzitutto, a proposito della banca dati della rivista, della mailing list e del forum on line alla stessa collegato, il comunicato perentoriamente afferma (al punto 4) che sarebbe "incontestabile il diritto dell'Istituto all'utilizzo dei contenuti di questi prodotti telematici anche per il futuro, continui o meno il rapporto con il Prof. Virga".
Tutti così sono venuti ufficialmente a conoscenza del fatto che, secondo la nuova società, tutto quello che è stato e che verrà pubblicato nella presente rivista (articoli, note di commento, sentenze massimate ed annotate, anche nei tre anni e mezzo in cui il Poligrafico non c’era ed i documenti erano di libero accesso), ed è stato o sarà immesso nella banca dati, con semplici operazioni di copia ed incolla, diventerebbe, per ciò stesso, di pertinenza esclusiva del Poligrafico s.p.a. e liberamente utilizzabile (economicamente) da parte di quest’ultimo "per il futuro" (e quindi per altre iniziative editoriali ed a beneficio di altre riviste). Altrettanto dicasi non solo per gli indirizzi della mailing list, ma anche per i messaggi inseriti nel forum on line collegato alla rivista.
L’affermazione del preteso "incontestabile" diritto non crediamo francamente che incoraggerà molti a continuare a collaborare alla presente rivista, dato che i contributi inviati rischiano di essere utilizzati "in futuro" a beneficio di non meglio precisate iniziative editoriali, trapiantati in altre riviste internet ed utilizzati a pagamento; nonostante tale intendimento (che ora viene ammesso pubblicamente, ma che avevamo appreso nel mese di luglio, quando erano state chieste garanzie circa l’utilizzo futuro dei dati) - l’aggiornamento è stato portato avanti fino a pochi giorni addietro per puro senso di responsabilità nei confronti degli abbonati, tra non pochi timori e non lievi difficoltà (dato che molti tradizionali collaboratori, non appena saputo ciò per le vie brevi, non se la sono sentita di continuare a pubblicare i loro contributi nella rivista).
Compito primario di un editore è quello di assicurare all'autore delle condizioni minime di tranquillità, indispensabili affinché possa portare a compimento la propria opera; ma queste condizioni minime nella specie non sono state assicurate, forse perchè (ed i fatti di questi giorni sembrano confermare tale supposizione) si intendevano perseguire piani diversi. E' comunque certo che, un tale modo di operare, non poteva e non può in alcun modo convincere il Prof. Virga a rinnovare il rapporto di edizione con il Poligrafico s.p.a., nè ad indurlo a prestare il consenso affinchè la rivista continui, con la cessione della sua quota di comproprietà.
Va comunque osservato che la famigerata banca dati, come tutti gli abbonati che vi hanno accesso hanno potuto constatare di persona e come forse il Poligrafico ignora, non è nient’altro che un motore di ricerca (nemmeno tanto efficiente) che riproduce fedelmente quanto contenuto nella rivista (compreso il logo della rivista, le intestazioni delle sue rubriche, il numero di pubblicazione del documento nella rivista, ecc.), tant’è che in calce ad ogni documento della banca dati c’è il link al documento originale.
Affermare che quanto contenuto nella banca dati è di esclusiva pertinenza del Poligrafico, è come dire che il proprietario del motore di ricerca Google, poiché quet'ultimo riproduce (nella "copia cache") i documenti indicizzati, è divenuto esclusivo proprietario dei documenti stessi e può liberamente utilizzarli economicamente a proprio piacimento "anche per il futuro"; il che, ovviamente, non è.
Altrettanto dicasi per i messaggi inseriti nel forum on line, collegato alla presente rivista, non essendo nemmeno pensabile che essi siano divenuti di proprietà esclusiva del Poligrafico; questi messaggi sono invece (al pari degli articoli e note di commento inviate dai lettori nel corso degli anni e pubblicati nella rivista Giust.it) solo ed esclusivamente di chi li ha redatti e non possono essere utilizzati senza il loro consenso.
Per quanto riguarda l’Avv. Saporito, si apprende dal comunicato che egli, secondo il Poligrafico, con la sua nomina a direttore responsabile di Giust.it, effettuata di comune accordo tra i due comproprietari della rivista, sarebbe diventato addirittura anche "co-autore" della rivista; se così è, rileviamo che si tratta di un co-autore fantasma, dato che negli ultimi anni non ha minimamente contribuito né alla rivista su carta Giustizia amministrativa (alla quale si riferiva l’incarico "di predisporre il contenuto della rivista", richiamato dal Poligrafico nel suo comunicato) né alla rivista Giust.it, della quale, come risulta dai contratti, è comunque solo direttore responsabile nominato "di comune accordo" dai due comproprietari della rivista, solo "ai fini del rispetto della sopravvenuta normativa sui prodotti editoriali". L’avv. Saporito è peraltro dimissionario dal dicembre 2002 (ha a tal fine inviato una sua lettera autografa) e comunque, ove non intendesse più dimettersi, sarà sostituito, non riscuotendo la fiducia di entrambi i comproprietari della rivista che l'hanno a suo tempo nominato.
Quanto al preteso recesso anticipato, si fa rinvio a quanto risulta dall’editoriale pubblicato, nel quale è stato dichiarato – con una dichiarazione che chiunque può leggere - di provvedere all’aggiornamento della rivista sino alla fine del rapporto richiesta dal Poligrafico ed indicata da quest’ultimo nella data dell’11.7.2004. Questo purchè ovviamente fossero rispettati tutti i patti e condizioni anche dall’altra parte (e tra queste condizioni, quella essenziale ai fini del trasferimento del 50% del dominio, che prevedeva espressamente che solo al prof. Virga, quale fondatore della presente rivista ben prima del Poligrafico, spettava "esclusivamente" "la direzione ed il coordinamento" della rivista ed il diritto di decidere "insindacabilmente quali materiali pubblicare e di quali collaboratori avvalersi per la sua redazione"; diritto al quale non si è mai rinunciato – nemmeno implicitamente - con la nomina del direttore responsabile, e che è stato invece arbitrariamente violato dal Poligrafico s.p.a., con grave lesione anche dell’immagine della rivista).
Quanto infine al sito www.lexitalia.it, si tratta, come già da tempo fatto presente al Poligrafico s.p.a., di un sito personale già al quarto anno di attività, assolutamente gratuito e non certo in concorrenza con Giust.it (che è a pagamento), pienamente ammesso dal contratto di edizione, che dava anzi espressa facoltà al Prof. Virga di pubblicizzare liberamente e gratuitamente nella rivista Giust.it "tramite appositi banner e link, proprie attività e/o pubblicazioni".
Si tratta di un sito creato a fini scientifici e che costituisce, come dice anche la sua presentazione, uno spazio liberamente offerto a tutti coloro che vogliono approfondire tematiche giuridiche e ad esso liberamente contribuire; tale spazio web è stato messo recentemente a disposizione anche di tutti coloro (tra i quali docenti universitari, magistrati, avvocati, pubblici funzionari, ecc.) i quali - dopo avere appreso che il Poligrafico non intendeva offrire alcuna garanzia circa l’utilizzo futuro dei dati inseriti nella rivista Giust.it e nella relativa banca dati (mancanza di garanzia peraltro confermata dal comunicato recentemente pubblicato dal Poligrafico) - hanno preferito pubblicarli altrove; lo spazio in questione è stato messo a disposizione proprio per non disperdere il patrimonio di collaborazioni maturato in tutti questi anni e, contrariamente a quanto si asserisce nel comunicato del Poligrafico, è aggiornato da alcuni passati collaboratori della rivista Giust.it, che non intendono più lavorare per quest'ultima in assenza di garanzie da parte dell'Editore, ma anzi con la promessa di una indebita espropriazione, divenuta ormai ufficiale dopo il recente comunicato dell'IPZS s.p.a.
In ogni caso la natura esclusivamente scientifica ed assolutamente gratuita di tale sito, pienamente ammesso dal contratto di edizione che anzi consente di pubblicizzarlo nella rivista Giust.it "tramite appositi banner e link", smentisce nettamente l'accusa di "illecita concorrenza" mossa dall'IPZS s.p.a. nel suo comunicato.
Se comunque qualcosa di "illecito" c'è, è piuttosto il fatto che la banca dati del Poligrafico non si è arrestata neanche di fronte a questo sito gratuito, di cui il Poligrafico stesso, come pur ammette nel suo comunicato, non è neanche comproprietario, dato che negli scorsi mesi sono stati inseriti nella banca dati della rivista Giust.it anche documenti del sito www.lexitalia.it (tra i quali persino un articolo di commento firmato che, pubblicato su lexitalia.it, ora si legge a pagamento nella banca dati del Poligrafico e con l'intestazione della rivista Giust.it); l'illecita acquisizione di dati è stata formalmente contestata al Poligrafico; ma, nonostante ciò, i documenti acquisiti sono rimasti nella banca dati, il che non aiuta certo a convincere i passati collaboratori della rivista Giust.it a tornare a contribuire ad essa.
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