Giust.it


 

Ringraziamento per i messaggi di solidarietà pervenuti dopo l’editoriale

Dopo la pubblicazione dell’editoriale di lunedì, ho ricevuto diverse telefonate e tantissime e-mails (di cui quelle di seguito riportate - omettendo, per ragioni di tutela delle privacy, il nome dei loro autori - costituiscono solo una minima parte).

Avevo cominciato a rispondere privatamente ad esse, ma ho dovuto abbandonare il proposito perché le e-mails, piuttosto che diminuire, aumentano (ne è arrivata una pochi minuti fa, assieme ad altre, perfino dalla Spagna).

Nell’impossibilità di farlo singolarmente, voglio ringraziare di cuore tutti i lettori che hanno espresso solidarietà con i loro messaggi. Fa piacere sapere che non si è soli in questo difficile momento. (G.V., 2 luglio 2003).

 

Chiarissimo professore,

massima solidarietà al Suo editoriale, di altissimo livello sia dal punto di vista della serietà del rapporto con i lettori che dal punto di vista umano.

Che dirLe, o permettersi di dirLe?

Lo ha scritto Lei «Ma a tutto c’è rimedio in questa vita; d’altra parte, chi conosce bene Internet, si è già reso da tempo conto che un dominio non è altro che una etichetta e quel che veramente conta è chi ci sta dietro e coloro ci lavorano (ammesso che questi ultimi abbiano tempo e voglia di continuare).»

Ecco, il punto è questo: Giust.it è insostituibile, o meglio nel Web non esiste una esperienza seria del genere e ritengo che gli emuli non potrebbero che rimanere tali.

 Con cordialità e stima

 

(Dalla Spagna)

Sig. Virga,

Ho letto veramente commosso, l'editoriale inserita nella rivista, e voglio volontieri, ringraziarli per il lavoro svolto in questi 6 anni.

Come avvocato della pubblica Amministrazione, pur essendo nella Spagna, mi ho collegato in pratica giorno tra giorno alla rivista Giust.it, che dai primi numeri, è stata a mio parere, un luogo di approfondimento veramente straordinario nell'ottica del diritto positivo quanto della dottrina amministrativa, un riferimento ottimo e inescusabile.

Questa coraggiosa avventura de Giust.it -la editoria è un'avventura sempre- deve continuare, da una parte per propio diritto e da l'altra per il bene dei lettori, e non può morire. Il lavoro svolto per lei, -è vero- ha bisogno di riconoscimenti morali ed adeguato supporto, come disse, (e li chiedo scusse per non averlo fatto prima), ma, deve contiuare, rinascere sempre più, esplodere, estendersi...

Tante sono le rubriche nei quali ho avuto la possibilità di avere un rapporto con il diritto positivo italiano, che mi ha fatto aprire la mente a una concezione nuova, più integrale di quello che accade nel mondo del diritto in altri paesi, segnalatamente in Italia, e capire in profondità quelli fili d'oro che intrecciano gli ordinamenti amministrativi, in somma di quello che sia il diritto.

Sono vicino a lei nel dolore che espressa nell'editoriale, non sa quanto, e chiedo alla Madonna, anche per lei, particolarmente in questi giorni, ma mi pare (mi permetta il suggerimento) che doveva continuare a fare questo lavoro tanto impegnativo, assai lucido, perché è importante ed importa.

Sono sicuro, che, al di là delle questioni di proprietà, Giust.it, è diventata un valore per tutti, qualcosa di universale è nella sua natura, e non è esaurita, perché rimarrà...

Grazie tante! Sig. Virga.

 

 

Gentile Professore,

ho letto con grande rammarico la Sua lettera di "commiato" e, pur comprendendo la Sua grande amarezza, Le scrivo per consigliarLe semplicemente di NON MOLLARE !

Al di là delle controversie con l'IPZS Gli strumenti tecnici e giuridici per continuare l'esperienza di GIUST.IT credo che non manchino.

Cordiali saluti

 

Gentile Prof. Virga, innanzitutto voglio significarle tutta la mia solidarietà per gli eventi che la porterebbero a porre fine alla rivista Giust.it. La lettura del suo editoriale mi ha profondamente colpito perchè non pensavo - e non per ingenuità - che la meschinità degli interessi personali ed economici potesse arrivare a tanto, perfino in un settore così "di nicchia" ! D'altronde si vedano le recenti vicende del Corriere della Sera.

Comunque, nonostante la Sua comprensibile reazione emotiva, la inviterei a non mollare ed a individuare un altro modo alternativo per far vivere Giust.it che è sicuramente una delle migliori riviste di settore non solo online e un punto di riferimento per tutti gli operatori del diritto in qualsiasi ambito operino.

Continuare l'esperienza della rivista non è solo un atto di rispetto verso tutti coloro , abbonati e non, che finora l'hanno sostenuta con successo ma soprattutto -credo- un modo efficace a difesa della libertà di stampa, di parola e di pensiero spece in campo giuridico e soprattutto di questi tempi. Non permetta che tutto questo passi come una faccenda personale - farebbe torto alla sua intelligenza -  ma credo che vi sia spazio in internet - non è la rete delle reti?- per Giust.it (o come si vorrà diversamente chiamarla in futuro)  e che vi sia qualcuno economicamente e culturalmente interessato a produrla. Gli abbonati non mancheranno! 

Vada avanti. 

Cordiali saluti

 

 

Caro professore,  ho letto con peculiare attenzione il tuo editoriale di cui all'URL
http://www.giust.it/vari/virgag_finegiustit.htm condividendo in toto, pur non conoscendo i fatti, il tuo pensiero. Mi riferisco all'impegno, al sacrifico ed a quant'altro sia stato profuso pel grande successo della tua testata (per chi ti legge, resta esclusivamente *tua*). tra i tuoi lettori, ritengo di essere uno dei fortunati che possa comprendere in fondo tutto ciò cui hai fatto riferimento : avevo desiderio di esprimerti questo messaggio di enorme solidarietà, non solo personale, ma altresì a nome di tutti coloro che scrivono e collaborano con me.

un grosso in bocca al lupo per tutto.

ad maiora !

 

 

Alla c.a. Prof. Giovanni Virga,

Egregio Professore,

ho appena letto il suo editoriale sulla chiusura di Giust.it e delle relative motivazioni.

Pur non essendo un abbonato alla predetta rivista, ho avuto modo di approfondirne i contenuti "in chiaro" e di apprezzare l'ottimo servizio offerto in virtù del lavoro suo e degli altri collaboratori:  più volte ho anche pensato di inviarvi alcuni miei articoli che ho abbozzato in tema processual-amministrativo, ma per mancanza di tempo non ho mai avuto il tempo di rifinire i predetti.

Proprio per tale motivo, conoscendo anche la sua preparazione in subiecta materia avendo letto alcuni suoi testi (in particolare ho apprezzato molto il libro sull'attività istruttoria nel processo amministrativo), le chiedo di non abbattersi per le difficoltà incontrate e di pensare a continuare la predetta attività: e ciò anche solo on line ed anche con altro dominio, qualora non fosse possibile mantenere il vecchio. Le do tutta la mia solidarietà per le condotte di cui è rimasto vittima, ed un incoraggiamento a proseguire sulla strada che pioneristicamente ha tracciato.

Con stima,

 

Caro direttore,

sono profondamente dispiaciuto, sia sul piano personale che professionale, per le notizie che leggo sull'editoriale.

La lettura della sua rivista elettronica e le newletter sono state in questi anni un appuntamento costante al quale mi sono affezionato.

Spero che siano recuperabili i rapporti con IPZS.

In caso contrario, caro Direttore la invito a proseguire la sua "avventura" su internet con un nuovo dominio.  

 

 

Stimatissimo Professore,

sono un assiduo lettore della rivista fin dal 1998 ed ho anche avuto l'onore di dare un modesto contributo come collaboratore esterno con una nota a commento di sentenza, pubblicata su Giust.it e sulla rivista Giustizia amministrativa.

Mi sento di ringraziarla per la pregevole iniziativa editoriale da Lei condotta in questi anni (insieme, naturalmente, ai suoi collaboratori), nel convincimento che essa abbia veramente contribuito alla crescita di quella cultura giuridica sempre più indispensabile da parte degli operatori del diritto e della Pubblica Amministrazione.

Sono rimasto molto colpito dal Suo editoriale di qualche giorno orsono e mi sento di rivolgerLe, per quanto possa servire, la più sentita solidarietà.

Mi auguro sinceramente che i contrasti sorti con l'editore si risolvano positivamente nei prossimi mesi, perchè ritengo Giust.it una vera ricchezza per la collettività.

In ogni caso, mi auguro che, dopo la più che comprensibile amarezza del momento, Lei non perda quella passione e quell'entusiasmo che possano, in futuro, spingerLa ad assumere altre iniziative analoghe.

Con viva cordialità e stima.

 

 

Egregio prof. Giovanni Virga

Ho letto con incredulità il Suo editoriale  sulla fine dell'esperienza  con il Poligrafico, e sulla probabile fine della Rivista Giust.it.

Ho deciso di inviare questo messaggio per farLe pervenire la stima per il lavoro gravoso che ha svolto, e la solidarietà per le insinuazioni che ha ricevuto.

Credo di essere uno dei primi abbonati della rivista, e non Le nascondo il mio stupore per ciò che sta avvenendo.

Anch'io sono fermamente convinto che rivista abbia avuto un  grandissimo successo grazie alla bontà del prodotto offerto, ed al fatto che è divenuto uno strumento di lavoro per gli operatori,  del tutto innovativo nel suo genere, approfondito ed aggiornato.

Personalmente lo utilizzo giornalmente per il lavoro, e lo trovo di grandissima utilità.

Non so quale possa essere il mio contributo per aiutarLa a tenere in piedi questa iniziativa, o per trasferire il lavoro  svolto e l'esperienza acquisita in una analoga iniziativa.

Una cosa però posso fare: esprimere a Lei ed ai suoi collaboratori il mio ringraziamento per il lavoro che ha svolto.

Non ho difficoltà a credere quanto sacrificio possa esserLe costato mettere in campo un'iniziativa così importante, caratterizzata da un'altissima professionalità, e senza essere condizionato da sponsor di vario tipo che troppo spesso trasformano anche le iniziative più serie in contenitori per vendere il prodotto reclamizzato.

Ritengo che la vicenda della Rivista, e quella Sua personale di Direttore, rappresenti un esempio di quanto sia difficile in Italia, in questo momento, mantenere la propria autonomia e la propria dignità personale.

Spero che Ella riesca a salvare questa esperienza, e soprattutto  a riproporla perchè diversamente verrà a mancare uno strumento importantissimo per gli operatori del diritto amministrativo.

Sarebbe una sconfitta per tutti.

Da parte mia, oltre a confermarLe la mia adesione, ed a rinnovarLe la solidarietà, Le manifesto la disponibilità ad aderire alle iniziative che Ella vorrà indicarmi per mantenere viva questa esperienza.

Le porgo i miei più cordiali saluti ed auguri.

 

 

C.A. PROF. VIRGA

Desidero esprimerLe il mio più sincero apprezzamento per il lavoro svolto, e il mio rammarico per la chiusura dell'esperienza di giust.it di cui ci ha informati con l'ultima mail.

Saluti

 

 

Ho letto il suo editoriale relativo alla chiusura della rivista; sono allibita. E' un vero peccato che uno strumento di lavoro così agile vada perso. Mi auguro che, nonostante l'amarezza che ha espresso nel suo articolo, possa essere trovata una soluzione corretta, rispettosa dei rispettivi ruoli che consenta la prosecuzione dell'attività della rivista.

La saluto e la ringrazio per l'attività svolta.

 

 

Egregio professor Virga, leggo con rammarico la notizia della ormai prossima chiusura della rivista telematica "Giust.it".

Sono una giovane praticante avvocato e "sfoglio" la Sua rivista dal giorno della laurea. Oramai per me (e per molti altri miei colleghi) Giust.it è divenuta insostituibile perchè, con la completa selezione giurisprudenziale, gli articoli, le pagine di approfondimento, mi ha sempre fornito validi strumenti per affrontare e risolvere i quesiti che mi venivano e mi vengono sottoposti.

Ma l'importanza e il valore (si direbbe "istituzionale") di tale rivista è testimoniato anche dal fatto che vari Manuali ed opere monografiche di diritto / giustizia amministrativa riportano alcune massime come pubblicate su "Giust.it".

Il fatto non ha bisogno di ulteriori commenti. Questa mia breve nota non ha certo la pretesa sortire l'effetto della permanenza in vita (sotto la Sua direzione) della rivista; essa vuole solo esprimere un ringraziamento di cuore a chi, in tutti questi anni si è impegnato a fornire un "servizio" di qualità eccelsa agli operatori del diritto.

Grazie

 

 

Egr. Professor Giovanni Virga, "sfoglio" da circa tre anni la rivista in formato elettronico da Lei diretta essendo uno dei tanti "visitatori", pressochè quotidiani, sebbene non abbonato.

Mi permetta due parole di presentazione: sono un laureato in giurisprudenza, che ha trovato lavoro in un ente pubblico. Attualmente presto servizio come assistente amministrativo presso l'Università di Torino e, come tanti nella mia situazione, spero di poter migliorare la mia posizione lavorativa. Per questo è importante che lo studio non si fermi al momento della discussione della tesi di laurea, ma continui con un costante aggiornamento professionale; gli strumenti sono diversi e sovente il laureato si trova nella difficoltà di scegliere quali possono essere i più efficaci. Per me (ma anche per altri miei colleghi, glielo posso assicurare), la frequentazione di www.giust.it è stata utile per avere non solo spunti critici, ma vere e proprie tracce di studio su argomenti di carattere generale e specifico.

Nel suo ultimo articolo "Fine dell'esperienza con il Poligrafico e, purtroppo, anche di Giust.it", leggo molta tristezza e amarezza e lascia trasparire il sospetto che si sia voluto fare affondare un lavoro tanto invidiato, quanto copiato.

E' sconfortante leggere ciò che scrive quanto ad invidie, critiche e falsità dette scritte e ripetute sul Suo conto, ma è inutile negarlo: questo è il mondo in cui ci troviamo, volenti o nolenti, a vivere. Certo che non deve essere facile accorgersi di avere terra bruciata attorno e non sentirsi riconosciuti per il lavoro svolto sottraendo tempo agli affetti a noi più cari.

Questa mia forse troppo lunga e-mail ha il solo scopo di ringraziarLa per quanto ha fatto, per come l'ha svolto e per dirLe che comunque vada a finire (il mio lavoro, come la sua Rivista), il suo contributo non sarà stato inutile. I suoi articoli (come quelli dei suoi collaboratori) trovano spazio nella mia biblioteca o in una cartella del mio hard-disk e nella Sua chiarezza di pensiero, ho ritrovato quella di Suo Padre, sui cui testi ho preparato gli esami di diritto amministrativo. A volte (ma solo i Grandi ci riescono), anche nel diritto c'è un aspetto ludico (si può dire? Ma certo che si può!!), che trascende le norme e giunge allo spirito di esse; perchè se, come diceva il suo conterraneo Pirandello, le parole sono plasmabili come creta, il fascino del diritto sta proprio nella possibilità di intravedere più soluzioni e poi sceglierne una.

Diversamente, se ad ogni domanda trovassimo una sola ed unica risposta, ridurremmo la scienza a mera-tecnica.

Grazie per il Suo lavoro, con devozione, …

 

 

Gentilissimo Professore,

volevo esprimerLe la mia solidarietà per l'impegno profuso in questi anni, per il tentativo di svecchiare gli studi giuridici con uno strumento che fosse di immediata consultazione, rapido ma sempre professionalmente valido. Purtroppo, come dice Lei giustamente, chi ha successo o introduce innovazioni in questo paese non ha vita facile. Soprattutto, poi, nel Suo mondo, quello accademico, che tutti i laureati hanno avuto la ventura di conoscere e non sempre (anzi in occasioni molto rare) con esiti confortanti.

Spero soltanto di poterLa rivedere al più presto sulla Rete impegnato in qualche altra iniziativa editoriale e non posso che offrirLe il mio modesto contributo qualora fosse necessario per sostenere le Sue nuove iniziative. E non si preoccupi per la denominazione Giust.it, in fondo, come sostenevano i sostanzialisti medievali, nomina sunt flatus vocis. Anche con un altro logo e un'altra denominazione, sarà sempre una Sua rivista, una parte della Sua vita.

AUGURI

 

Con tanto dispiacere ho letto l'editoriale ed i motivi che porteranno alla chiusura di Giust.it, diventata un punto di riferimento stabile da molto tempo. Ricordo lo stupore di quando vidi che gli aggiornamenti  venivano effettuati anche nei giorni di festa, vacanze di Natale comprese, e spero che  ci sarà comunque una formula per continuare. Un grande grazie con tanto affetto

 

 

Caro prof. Virga

ho letto ora con assoluta incredulità l'editoriale. Seguo da sempre giust.it, divenuta ormai per me  un riferimento utile e sicuro, e sono fiduciosa che la vicenda possa evolversi positivamente. Diversamente sarò felice di poter seguire sue nuove iniziative editoriali alle quali auguro, fin da ora, pieno successo.

Cordiali saluti

 

 

Spett.le Redazione

sono un avvocato che collabora con un Ente pubblico ed inoltro la presente al fine di sensibilizzare la vostra attenzione, semmai ce ne fosse bisogno, riguardo l'eventuale chiusura del portale internet www.giust.it.
L'uso che il sottoscritto fa del sopracitato portale è pressochè quotidiano e, pur non essendo abbonato, trovo molto utile e costruttivo esaminare la home page continuamente aggiornata;nel mio caso, vista la giovane età, è uno strumento che, nella maggior parte dei casi, compensa la mia scarsa esperienza, contestualmente all'ottimo servizio di aggiornamento riguardo la legislazione e, soprattutto, i commenti da parte di illustri esponenti del mondo giuridico.

La bontà del servizio che giust.it fornisce trova ulteriore fondamento nel fatto che tale strumento è di supporto anche e soprattutto per affermati Avvocati, giuristi e tutti coloro che ritengono di integrare la loro preparazione e conoscenza già di ottimo livello.

Va da sè la conclusione della presente mail, e cioè che ritengo notevolmente negativa un'eventuale decisione da parte della S. V. riguardo la chiusura del portale

 

 

Alla c.a. del Dr. Virga 

Egregio Dottore,

ho letto con rammarico che la rivista Giust.it chiuderà alla fine dell'anno corrente.

Concordo pienamente con Lei nell'affermare che in questi anni il vostro editoriale è divenuto per noi (tecnici comunali) un punto di riferimento al quale guardare per lo svolgimento quotidiano della nostra attività; mi chiedo quindi se possa essere utile una eventuale raccolta di firme da parte Vs. per la risoluzione della situazione in essere.

 Ribadendo comunque la massima stima per il Vs. lavoro, porgo distinti saluti.

 

 

Gentile Prof. Virga,

ho letto stamattina con profondo dispiacere il suo annuncio sulla cessazione dell'attività della rivista.

Anche io, come il suo collega del nord, ho sempre aperto la mia mattinata lavorativa collegandomi con Giust.it, cui l'Ente mio datore di lavoro (l'Università di Pisa) è da tempo abbonato, ed ho sempre ritenuto la rivista un preziosissimo ed ormai irrinunciabile strumento di lavoro.

Nel leggere le accuse che Le hanno rivolto, trovo davvero ridicola fino all'inverosimile quella che Giust.it copierebbe le massime di altre riviste, visto il netto anticipo rispetto a queste ultime con cui pubblica le sentenze. Anzi a me è accaduto varie volte che la mia ex (fino a due mesi or sono) dirigente mi mandava fotocopie di sentenze da Il Consiglio di Stato o Il Foro Amministrativo, dimenticandosi che io le avevo già date a lei qualche mese prima, in quanto scaricate da Giust.it. Da ultimo l'episodio è accaduto con l'Adunanza Plenaria n. 1/2003 sull'impugnazione dei bandi di concorso.

Probabilmente, come Lei ha osservato in chiusura dell'annuncio, il grande successo della eivista non deve aver fatto piacere a molti.

Comunque stia tranquillo, perchè sono certo che gli utenti sono tutti con Lei.

Ritenendomi orgoglioso di avere avuto anche un articolo pubblicato su Giust.it (in materia di concorsi interni nel numero 2/2003), La invito "a non mollare" e Le porgo distinti saluti.

 

 

E’ con grande dispiacere che ho letto l'editoriale di G. Virga. Vi ringrazio per la preziosa opera di approfondimento e aggiornamento. Spero di poter ritrovare presto all'opera il vostro staff di giuristi.

Gentile Professore,

ho appena letto la comunicazione relativa alla cessazione della rivista giust-it. Mi permetto di scriverle per scongiurarla di non dare esecuzione a tale decisione, pur comprendendo profondamente l'amarezza che ne e' al fondo. Comprendo bene perche' anche io, nel piccolo dell'esperienza del Bollettino Segretari Comunali e Provinciali, sito e newsletter, ho provato e continuo a provare amarezze di ogni genere. Cerco però di andare avanti perche' credo che, comunque sia, si tratti di un'esperienza che non puo' non fare riflettere qualcuno ed essere anche di qualche utilità.

Giust.it è una rivista assolutamente unica nel suo genere, di una utilità incredibile, di una tempestività davvero efficace: privarne i lettori sarebbe sinceramente una cattiveria. Pubblicare uno strumento di lavoro, qual'e' Giust.it, in qualche modo, rappresenta una missione e come tale puo' richiedere, com'e' nei fatti, un sacrificio sotto il profilo umano: la prego di non cedere e di non far vincere la parte peggiore.

In ogni caso riceva i sensi della mia stima ed i migliori auguri per la sua attività. La prego, come sempre, di porgere i miei deferenti ossequi a suo padre.

Cordialmente

 

 

c.a. del prof. Giovanni Virga

Egregio professore,

leggo con disappunto e rammarico il suo editoriale; la rivista internet da Lei diretta è ormai da tempo un mio fedele ed affidabile compagno di lavoro, certamente non facilmente sostituibile.

Sono certo che molti altri, come me, vorranno sostenerla augurandosi che ciò possa in qualche modo influire sulla sorte della rivista, o almeno sulla volontà sua e dei suoi collaboratori di proseguire con un analoga iniziativa.

con i migliori saluti

 

Gentilissimo  prof. Virga

E' con stupore che stamattina ho letto il suo editoriale. Vorrei esprimerLe tutta la mia solidarietà e invitarLa a non lasciare. La Sua rivista è quanto di meglio offre il mercato su internet in questo momento. Solo il pensare di non potere più accedere a Giust it. tutte le mattine mi fa sentire più solo atteso che sono il dirigente responsabile del servizio legale di una piccola ASL piemontese e solo l'accesso a strumenti informatici come Giust.it (Ho fatto sottoscrivere dal mio Ente l'abbonamento fin da quando è stato attivato), mi consente di svolgere il mio lavoro con decenza. Davvero, egoisticamente,  non lasci. Se è possibile in qualche modo sostenerLa me lo faccia sapere.

Cordialmente

 

 

Gent.mo Prof. Virga,

ho appena letto il Suo editoriale sulla rivista Giust.it e sto approfittando del collegamento internet dell'ufficio per manifestare tutta la mia solidarietà e nello stesso tempo ringraziarLa per il lavoro svolto.

Da quando il comune presso il quale lavoro ha attivato l'abbonamento, la prima cosa che faccio in ufficio e dare un'occhiata alla Sua rivista: occupandomi degli affari legali e delle gare di appalto infatti l'aggiornamento e una cosa indispensabile (comunque non solo per il lavoro ma anche per la mente).

Non mi dilungherò oltremodo: spero che utilizzi la Sua esperienza in altre attività editoriali che sono sicura avranno un grandissimo successo!

Cordiali saluti

 

 

Egregio direttore Giovanni Virga

Ho letto il suo editoriale di oggi e, per quanto possa valere questo breve messaggio di uno sconosciuto lettore, le dico di non mollare nella sua passione e le auguro di  dirigere quanto prima un'altra rivista internet, di cui gradirei essere informato della nascita.

Cordiali saluti

 

 

Chiarissimo Professore,

Ho appena ultimato la lettura del Suo editoriale.

Sintetizzo le righe che seguiranno così: non molli !!!

Il lavoro che lei ha autorevolmente (e,a quanto leggo nel Suo, faticosamente) portato avanti in questi 6 anni è stato, e confido sarà, un caposaldo della scienza giuridica elettronica.

Giust.it è stato da subito, ed è tutt'oggi, un punto di riferimento per il giurista che si appresti ad entrare in rete.

Non sono sposato (come il Suo collega del nord), e Giust.it non è il primo sito che visito ogni mattina, ma le assicuro che 2-3 volte al giorno ci capito, sempre. Come me tanti e tanti altri utenti: da studenti prima, da professionisti poi.

Sarebbe tautologico soffermarsi sui pregi della rivista e sulla sua essenzialità per qualunque operatore del diritto. 

A quanto pare, avremo solo un altro anno a disposizione. Non può, non deve, finire così. Il "prodotto editoriale" Giust.it è uno dei più forti, uno dei più visitati (da un pubblico, tralaltro, affatto diverso da quello degli altri siti giuridici), chiuderlo sarebbe una perdita per tutti. E il fatto che Lei sia circondato da detrattori non può che significare che queste mie brevi conclusioni sono veritiere: solo che ben lavora è aspramente criticato.

Non so come siano realmente le condizioni del Suo rapporto con il Poligrafico, ma credo che di editori interessati a Giust.it si possa fare un mozartiano catalogo.

So bene che la solidarietà che Le esprimo non sarà utile a risolvere la questione, ma, comunque sia, non molli Professore, lotti per la Sua rivista. Lotti per la "nostra" rivista.

La saluto cordialmente, e, comunque andrà a finire, la ringrazio

 

 

Chiar.mo prof. Giovanni Virga,

chi Le scrive è uno studente ventiquattrenne (ormai prossimo alla laurea) della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II", con la passione per il diritto amministrativo e tesista nella stessa materia. Ha appreso con sincero dispiacere la notizia della prossima chiusura della rivista internet da Lei magistralmente diretta ormai da più di 6 anni e che ha costituito per me, dalla sua "scoperta", un quotidiano e prezioso strumento di studio ed approfondimento. Tra i tanti messaggi di stima e solidarietà che riceverà nei prossimi giorni dai numerosissimi ed affezionati lettori della rivista questa lettera intende essere un gesto di riconoscenza verso chi ha generosamente contribuito in questi anni alla diffusione del sapere giuridico e alla mia crescita professionale.

La saluto molto cordialmente con la speranza e l'augurio di poter presto apprezzare nuovamente in internet i Sui lavori.

Semper ad maiora

 

 

Egregio Professor Virga,

Le esprimo la mia personale solidarietà dopo aver letto delle vicissitudini che stanno interessando la rivista Giustizia Amministrativa.

Ritengo, sia per la mia attività professionale che per l'evoluzione della cultura giuridica e della dialettica ad essa correlata, che la rivista così come concepita e così come si è evoluta negli anni rappresenti uno strumento ormai insostituibile per la quotidiana attività di ciascuno di noi.

Le chiederei quindi, anche questa volta, di non mollare!

Come sempre, in qualunque forma la rivista dovesse continuare ad esistere (con lo stesso spirito con cui è stata concepita) Le assicuro il mio sia pur modesto e - purtroppo - episodico contributo.

Molte cordialità

 

 

Al Chiar.mo Prof. Giovanni Virga

Illustre Direttore,

ho letto oggi il suo editoriale e intendo manifestarle tutta la mia solidarietà.

Non mi stupisco affatto del comportamento dell'IPZS. E' sufficiente osservare lo scandalo rappresentato dal livello ancora embrionale dei servizi normativi in rete (rispetto a quell'esempio di perfezione che è il sito dell'Unione europea) e dall'assoluta mancanza di informazioni sulla giustizia civile e penale nel sito gestito dal Ministero competente e dallo stesso IPZS (salve quelle poche sentenze rapsodicamente pubblicate).

Quale lettore della Sua Rivista ho avuto modo di apprezzarne la straordinaria utilità in questi anni (di fronte all'immensa quantità di informazioni disponibili sul Web sono indispensabili quei servizi che filtrano scientificamente il "rumore di fondo" facendo emergere le sole informazioni utili) e ho avuto anche l'onore della pronta pubblicazione di un precedente del TAR Latina da me inviatole.

Se vorrà continuare in questa Sua gravosissima impresa mi avrà fra i Suoi lettori (e abbonati) fedeli, come penso altre migliaia di persone. Il Web (come il vecchio Far West) è ancora abbastanza grande per chi ha voglia di esplorarlo. Basterà cambiare nome e dominio della Rivista, l'importante è che resti il Direttore (magari con qualche aiuto in più!).

Con i più cordiali saluti.

 

 

Caro professore,

Le scrivo per manifestarle tutta la mia solidarietà in merito alla vicenda di Giust.it.

Ho letto il suo editoriale e credo che Lei non abbia alcun bisogno di giustificarsi perchè qualunque operatore del settore che conosceva la rivista sa perfettamente quale tipo di aiuto essa ha dato in questi anni a utenti professionali e non inclusi, credo, anche i docenti e gli studiosi.

Sono sicuro che questa esperienza continuerà e con lo stesso successo di prima. Vive cordialità.

 

 

Ill.mo Direttore,

dopo aver letto la nota da Lei scritta in data odierna, ritengo mio dovere esprimerLe il mio rammarico per la sospensione della pubblicazione della rivista da Lei autorevolmente diretta.

Nella mia qualità di giovane avvocato nonché di modesta cultrice della materia presso una sede universitaria della mia città, mi sono per così dire, "fatta le ossa" su Giust.it, consultando più volte al giorno la rivista, spingendo il titolare dello studio presso cui esercito ad effettuare l'abbonamento alla medesima e leggendo con attenzione le preziosissime news che arrivavano settimanalmente sulla E-mail dello studio.

Trovo che la rivista Giust.it costituisca l'unico strumento di aggiornamento per il professionista del diritto disponibile su Internet che garantisca al contempo la puntualità e la precisione delle informazioni.

I precisi riferimenti giurisprudenziali consentono di utilizzare, anche ai fini della redazione degli atti, le pronunce più interessanti e recenti; d'altro canto, le note di approfondimento consentono alcuni chiarimenti senza dilungarsi in dotte digressioni, generalmente poco utili, a mio modestissimo parere, per gli operatori del diritto amministrativo.

Mi sento perciò in dovere di mostrarLe tutto il mio sostegno per l'iniziativa editoriale in corso e mi auguro di poter presto ritrovare sul web una rivista telematica che ne sia in qualche modo l'"erede".

Cordialmente.

 

 

Caro Direttore,

sono una giovane praticante avvocato che consulta la Sua rivista tutti i giorni da qualche anno e non posso esimermi dall'esprimere il mio dispiacere per la notizia relativa alla cessazione dell'attività di Giust.it. Per me Giust.it, che ho conosciuto per caso quando il prof. Villata dell'Università di Milano mi affidò la tesi in amministrativo, è diventata una compagnia quotidiana che mi assiste e mi aiuta nel lavoro che svolgo per lo studio con cui collaboro. Mi sento in dovere di dirLe, da giornalista pubblicista oltre che da praticante avvocato, che Giust.it è certamente una delle migliori riviste giuridiche che il panorama multimediale offra in questo momento e Le sono grata per il faticoso lavoro (che conosco bene) che fino ad oggi ha offerto con generosità allo sviluppo del diritto. Le esprimo, pertanto, nel mio piccolo, il mio dispiacere e mi auguro che grazie alla Sua tenacia, la rivista riesca a sopravvivere a questo difficile momento. Distintamente.

 

 

Caro professore,

C'è qualcosa che possiamo fare ? Io spero di sì e che ci sia ancora tempo per farlo, ma Lei ci indichi la strada.

Per quanto riguarda, invece, la Sua vicenda personale che non conoscevo, penso che i commenti siano superflui e che, effettivamente, la meschinità umana è senza limite.

In ogni caso, la stima e la simpatia cullturale che migliaia di persone nutrono per Lei non potrà mai essere offuscata dalle miserie umane di questi personaggi.

Cordialmente suo

 

 

Illustre Professor Virga,

leggo il Suo editoriale e non posso reprimere un vero e proprio moto di sdegno per quanto Le accade.

Sono un avvocato del Foro di Bari, e reputo la Sua "creazione" un'ormai insostituibile momento di studio, di ricerca e di lavoro.

Per ora abbia i sensi della mia cordialità, del mio sostegno e della piena fiducia nel Suo operato.

Non so come vorrà indirizzare in futuro i Suoi sforzi, ma sono pronto a fornirLe tutto il sostegno che occorre per valorizzare un'opera scientificamente arguta e preziosa, e sopratutto per arginare il disimpegno di altri, a Suo personale nocumento.

Farò circolare la voce nel nostro ambiente, a Bari come a Roma: non è possibile che un sito di così grande respiro cessi di esistere per l'ottusa presa di posizione di chi non è in grado di far altro che demolire.

Non solo la Sua rivista ha avuto un successo clamoroso: vi è che nessun altra rivista, delle numerose presenti sul sito, ha potuto neanche lontanamente confrontarsi con la velocità e la profondità di pensiero da Lei espressa. Questa è la vera verità!

Cordiali, anzi, me la faccia passare, affettuosi e grati saluti.

 

 

Chiar.mo Prof. Virga,

ho letto con... sgomento l'editoriale odierno. Giust.it è, infatti, per il mio lavoro di amministrativista, lo strumento forse più utile.

Non voglio farle perdere tempo: le voglio solo dire che io spero che lei ci ripensi e che, se fonderà un'altra rivista (visto che la schiavitù è, in effetti, finita da tempo), io sarò il suo primo abbonato (se mi userà la cortesia di informarmi in anticipo, ciò di cui le sarei molto grato).

Un cordiale saluto e tanti auguri di ogni bene.

 

 

Gentile professor Giovanni Virga

le chiedo a nome di tutta la Avvocatura municipale del Comune di tener duro in questo momento così difficile per le sorti della sua (ma mi permetta di dire, anche nostra) rivista.
L'apporto di informazione, aggiornamento e approfondimento che Lei, unitamente alla redazione, ci ha fornito è inestimabile per la nostra attività legale, nella consapevolezza delle difficoltà del settore editoriale che lei ha affrontato ed io pur  conosco in modo diretto per  esperienza personale.

Le chiedo perciò di esperire ogni tentativo e soluzione affinchè l'attività della rivista prosegua sia sotto il dominio di giust.it, sia eventualmente su altro sito.

In ogni caso, oltre a salutarla con gratitudine per quanto ha fatto per la comunità degli utenti di giust.it, le segnalo la mia disponibilità ad impegnarmi in prima persona in ogni iniziativa, che lei riterrà opportuna, affinchè l'esperienza positiva del confronto e dell'approfondimento quotidiano delle tematiche del diritto pubblico non si interrompa.

Cordiali saluti

 

 

Stimatissimo Prof. Virga,

sono un umile praticante in uno studio specializzato in diritto amministrativo. Ho letto con attenzione il Suo comunicato con cui annuncia la prossima "chiusura" della rivista Giust.it e desidero tributarLe la mia solidarietà.

Lo Studio ove pratico è abbonato alla rivista ed io, pur non potendomi ancora permettere abbonamenti ad edizioni giuridiche, leggo sempre con attenzione la rivista anche in casa, nelle pagine di libero accesso.

Giust.it è per me un fondamentale strumento di lavoro, uno dei pochi che gode di quella autorevolezza che permette l'utilizzo professionale e che permette ad un praticante con la vocazione amministrativistica di approfondire gli istituti.

Da umile giornalista (ho anche il fatidico tesserino) e per quanto possa essere irrilevante la mia opinione, desidero inoltre sottolineare l'ottima impostazione della rivista, chiara e semplice anche per i non super specializzati.

Desidero pertanto ringraziarLa per quanto sinora fatto ed augurarLe un grosso in bocca al lupo per eventuali iniziative similari che vorrà intraprendere. Spero di tornare presto a poter contare su un così autorevole strumento di lavoro.

 

 

Ho letto l'editoriale di stamattina, e spero che queste righe, che mi escono dal cuore, siano lette da Giovanni Virga.

Che Lei, caro professore, sia un po' scomodo non stento a crederlo, visto che ha il difettuccio di dire la verità, o quanto meno di dire quello che pensa, in assoluta onestà intellettuale (rammento qualche suo memorabile articolo, ad esempio sull'arrogante ingiustizia nello scaricare le colpe sui burocrati, magari dipendenti comunali a 800 euro al mese, o sulle modalità terzomondiali di approvvigionamento delle carriere accademiche, o sulla divisione tra siti burocratico-sovvenzionati e siti spontanei frutto di iniziativa di singoli).

Io sono il curatore di un modesto sito di nicchia, e mi riconosco in tutto e per tutto nel quadretto da Lei descritto: la fatica immane, il lavoro di sabato, domenica e tutte le feste comandate, la inevitabile necessità di occuparsi a 360 gradi dall'aggiornamento scientifico alla redazione fino agli aspetti prettamente grafici e informatici.

E soprattutto la maledetta invidia degli altri, che smuove mari e monti.  Lei non immagina - Le assicuro - neppure lontanamente quanto io la capisca, e quello che ho dovuto patire anch'io.

Però io e Lei abbiamo in comune (oltre che il difettuccio di cui sopra, e l'attitudine a confrontarsi con le esigenze operative e concrete delle pubbliche amministrazioni piuttosto che con le sterili dottrine) una qualità e un'energia indomita: la passione.

E la Sua passione ha portato ad un risultato straordinario: Giust.it, rivista probabilmente letta e frequentata molte volte la somma di tutte le altre tradizionali riviste giuridiche cartacee messe assieme, destabilizzando baronie e rendite di posizione. E' chiaro che questo è anche il risultato di un'eccellente capacità di coordinamento, ma ciò non può che andare a Suo maggior merito: facciano gli altri quello che ha fatto Lei.

Giust.it è Lei e non certo il Poligrafico.

Con affetto

 

 

Spett.le Poligrafico,

questa mattina, con estremo stupore e vivo rammarico, ho letto dell'imminente chiusura della rivista internet GIUST.IT.

Gradirei conoscere le ragioni di questa decisione terribile per tutti gli avvocati e gli operatori del diritto che, come me, hanno trovato nella rivista un valido ed insostituibile supporto per il lavoro quotidiano.

Come faremo ad essere aggiornati, in tempo reale, su le ultime decisioni del giudice amministrativo?

Senza dimenticare gli autorevoli apporti dottrinali di tutti coloro che collaborano attivamente con la rivista!

Vi chiedo, a nome anche di tantissimi altri colleghi, di ripensare alla decisione presa, non chiudeteci GIUST.IT!!!

Se necessario, raccoglieremo le firme di tutti coloro che la pensano come me.

In attesa di un Vostro cortese riscontro, invio

Distinti saluti

 

 

Caro Prof. Virga,

ho letto il suo editoriale che mia ha molto rattristato sia personalmente che professionalmente.

Io e molti colleghi del mio studio (abbonato da anni alla Sua rivista) consultiamo quotidianamente il sito, stampiamo documenti e li utilizziamo.

Sempre più spesso la rivista è il mezzo più rapido (ahimè, a volte l'unico) per il nostro aggiornamento professionale, sia in campo normativo che giurisprudenziale.

Pertanto mi amareggia e mi delude la totale insensibilità (o altro atteggiamento) dell'editore, anche perchè tale soggetto è finanziato anche con i miei danari.

Ancora una volta sembra prevalere un "particurale" molto italiano.

Spero, comunque, che l'editore ritorni sui suoi passi o che, in caso contrario, Lei continui l'esperienza della rivista con altri editori o da solo.

Le assicuro che la seguirò e, per quanto possa occorrere, farò "testimonianza" delle Sue indubbie qualità.

Cari saluti.

 

 

Illustre Professore,

la preannunciata chiusura della Sua preziosa rivista lascia interdetti tutti coloro - e sono tanti - che vedevano in Giust.it un insostituibile strumento operativo e che attraverso la consultazione quotidiana della testata cercavano di assolvere ai gravosi oneri di aggiornamento imposti dall'evoluzione rapidissima del diritto amministrativo.

Il rammarico è poi ancor più forte per quanti - come chi Le scrive - hanno avuto l'onore di collaborare con una Rivista che offriva vasti spazi alla riflessione critica ed all'esplorazione di angolazioni visuali nuove o non convenzionali nell'esegesi normativa o nell'analisi degli orientamenti della giurisprudenza.

Le esprimo, pertanto, i sensi della più sincera gratitudine per il lavoro egregiamente svolto fino ad oggi, nella speranza che lo spirito ispiratore di Giust.it possa in qualche modo perpetuarsi e trovare ulteriore alimento.

La prego di confidare sul mio (pur modestissimo) supporto per qualsiasi iniziativa orientata alla conservazione della testata o alla costituzione di una nuova realtà editoriale.

Mi creda sinceramente Suo aff.mo

 

 

Illustre Professore,

ho letto la Sua lettera agli abbonati e condivido la Sua amarezza e la Sua rabbia.

sono un'abbonata della Rivista sin dall'inizio, e desidero manifestarLe il mio apprezzamento e la mia gratitudine per il lavoro svolto (ho sempre ammirato la prontezza e la cura di tutte le pubblicazioni).

un cordiale "in bocca al lupo", e buon lavoro

 

 

Gent.mo prof. Virga,

nulla di peggiore potevo apprendere aprendo il sito di Giust.it. La rivista non può chiudere, non deve chiudere.

Non sono addentro alle vicende, perciò ignoro ove sia il problema, ma non ci si può arrendere così, bisogna ricominciare a fare discorsi di qualità. Dobbiamo salvare la qualità, indipendentemente dalla quantità e dal profitto: ne va la nostra sopravvivenza culturale.

Ci dica a chi possiamo  scrivere o dove:

Organizziamo un forum.

Oppure cerchiamo un altro ospite.

Gli articoli di giust.it, per chi li scrive e per chi li legge sono un nutrimento spirituale, oltre che culturale.

Cerchiamo di non appiattirci per futili motivi.

Forza e coraggio

 

Ho letto con dispiacere il suo editoriale.

Spero che nei prossimi giorni accada qualcosa che le consenta di cambiare idea.

Nel frattempo le comunico la mia personale solidarietà per la vicenda che sta vivendo.

 

 

Carissimo Prof. Virga,

è con grande stima ed ammirazione che ho seguito e fruito della rivista.

E' con grande rammarico che oggi ne apprendo la cessazione.

Certo che troverà altri spazi per proporre idee ancor più brillanti, le invio cordialissimi saluti.

 

 

Carissimo Collega,

ho letto il Suo editoriale e ne sono rimasto sconcertato ed amareggiato.

Sono molto dispiaciuto della fine di un'esperienza di così grande interesse per tutti.

Vorrei che considerasse l'idea di dare vita ad un'esperienza analoga – pur con i limiti che dall'editoriale emergono - chiamando a raccolta i colleghi amministrativisti che - mi consideri a disposizione - non potranno che rispondere con entusiasmo all'invito.

Con sincera gratitudine per i servizi avuti da Giust.it.

 

 

Egr. Prof. Virga,

sono un segretario comunale che da due anni seguo con molta assiduità la rivista che  ritengo di estrema utilità per il mio lavoro. Ho letto il suo comunicato sulla cessazione della rivista. Che peccato! Esprimo tutta la mia solidarietà alla Sua persona e proprio perchè quello che conta è la sostanza e non la forma. La invito a dar vita ad una nuova rivista con gli stessi contenuti.

Sicuramente farò abbonare il mio Comune e farò pubblicità tra i miei colleghi.

Vada avanti e buon lavoro!

 

 

Egregio Professore,

io non posso credere a quello che ho appena letto: la Sua rivista chiude!

Non ci credo; Lei deve fare di tutto perché questo non avvenga.

Chiami a raccolta i Suoi lettori; per quanto mi riguarda sono disposta a darLe una mano. Non sono sola, faccio parte di uno studio legale formato anche da Suoi colleghi universitari che sono sicura sarebbero disposti ad aiutarLa. Non si può fare a meno di una pubblicazione che finalmente non é paludata ma che ha compreso quelle che sono le effettiva necessità di chi opera nel mondo attuale del diritto e che non si perde in elucubrazioni cervellotiche avulse dalla realtà.

Certamente il Suo è stato e voglio continui ad essere un mezzo per togliere il nostro Paese da quell'atteggiamento di falsa cultura che, pur essendo passati più di 400 anni, si diletta ancora di ragionamenti metafisici, ignorando il metodo sperimentale. Per intendersi alla Don Ferrante.

Non ci si può arrendere per eccesso di successo.

I più cordiali saluti

 

 

Stimatissimo direttore,

ho da pochi attimi finito di dare lettura al suo editoriale attraverso il quale esprimeva i sensi del profondo dispiacere per le vicende editoriali che porteranno, evidentemente, alla chiusura della interessantissima rivista.

Sono segretario generale in un comune della provincia di *** e, pur non essendo abbonato alla Rivista per motivi di budget d'ufficio (contavo di riuscire a farlo in forma personale), mi sono abituato a godere di quel poco di gratuito che mi è sovente offerto nelle newsletters e nelle pagine accessibili della rivista che, con tutti i limiti del caso, sono fonte di estremo interesse e occasione insostituibile di aggiornamento professionale.

Gli spunti che il suo accorato editoriale potrebbero offrire ad una discussione sono talmente tanti e tutti pregnanti da rendere impossibile affrontarli in questa sede.

Era mio precipuo interesse manifestale invece, la gratitudine e la stima che ogni operatore del diritto amministrativo dovrebbe riconoscerle per il costante impegno profuso nell' iniziativa editoriale che, se dovesse malgrado tutto essere giunta davvero al termine, le auguro e mi auguro possa trovare nuovi e più competenti estimatori in grado di offrirle nuove opportunità di dialogo con tutti coloro che, come il sottoscritto, di una guida di così elevato spessore sentono il costante bisogno.

Nella certezza che la tenacia e la passione per il diritto amministrativo che ella ha sempre manifestato le consentiranno di vedere in questa fase critica solo un passaggio verso esperienze migliori fondate sulle precedenti già ottime,  e nella consapevolezza di poterla rileggere in altre pagine, le auguro il più cordiale buon lavoro.

Con stima

 

 

Conoscendo Giust.it da ben prima dell'avvento del IPZS, le confermo la stima e l'affetto con cui ho seguito negli anni il suo eccellente lavoro.

Auguri professor Virga, il mio rimpianto è già agli inizi, le auguro comunque il massimo delle soddisfazioni in futuro.

 

Caro prof. Virga,

sono un avvocato della Provincia di ****.

La nostra Avvocatura si è abbonata quasi subito al suo giornale e poi l'ha seguito dopo gli accordi con IPZS.

E' inutile dirle che Giust.it è la home page di tutti i nostri computer e che in innumerevoli sospensive al TAR del ***  la rapidità di aggiornamento che avevamo grazie al Suo giornale ci ha permesso di ottenere successi anche in casi disperati.

E' con dispiacere che apprendiamo la sua decisione, sperando sempre che tutti i messaggi di stima e di solidarietà che le sono pervenuti possano servire a modificare quell'assetto che lei ritiene non più sopportabile.

Grazie per quello che ha fatto sino ad oggi

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